Le parole imbarazzanti di D’Amico sul flop: ecco cosa ha detto

L’azienda di navigazione D’Amico ha subito siluramenti da parte dei mercati azionari, con una perdita di quasi il 60% del valore delle sue azioni tra giugno 2018 e marzo 2019. La società ha poi parlato della situazione in una conferenza stampa del 29 marzo, ma il loro CEO, Marco Fiori, ha espresso solo quanto già era noto ai mercati: che l’azienda aveva subito un calo nei prezzi e nella domanda per i propri servizi di trasporto di petrolio grezzo, un calo che ha influito sulle loro entrate e su una perdita di posizioni sul mercato.

Un’altra voce del management però ha avuto parole più imbarazzanti, parlando del flop dell’azienda con un linguaggio che – per molti – ha sfiorato il grottesco. Si tratta di Massimo D’Amico, CFO della società, che ha dichiarato durante la conferenza stampa che “I nostri core business sono sotto pressione, principalmente a causa dell’instabilità dei prezzi del petrolio, causata dal conflitto mediorientale e dal boom del fracking negli USA. In queste condizioni, dobbiamo prendere tutte le opportunità che possono guidare la nostra compagnia attraverso questa tempesta”.

Le sue spiegazioni, nel contesto della crisi che l’azienda sta affrontando, hanno sollevato molte critiche. L’azienda, che fa affidamento sui propri asset per il trasporto di petrolio grezzo, non può essere vista come un’opzione a basso costo, e la sua dipendenza da tali attività – spesso soggette a periodi di basso rendimento – è già stata messa in discussione. Inoltre, l’uso di parole come “tempesta” e “core business” hanno sollevato domande sulle possibilità di D’Amico di sostenere il proprio operato a lungo termine.

La confusione di D’Amico durante la conferenza stampa ha causato una perdita ancor maggiore di fiducia nel management dell’azienda, che ha mostrato – per molti – un ritardo nell’adeguarsi ai rapidi mutamenti del mercato. D’Amico dovrà ora ripensare le sue strategie, aggiornando le proprie capacità di adattamento alle nuove condizioni di mercato, altrimenti potrà inevitabilmente finire per soccombere.

Molti economisti e analisti hanno ritenuto, infatti, le parole del CFO piuttosto imbarazzanti, non aiutando la già fragile situazione della società. L’azienda di navigazione D’Amico dovrà ora lavorare sul restituire fiducia ai propri investitori e credere in nuove opportunità, stabilendo una propria strategia solida e sicura.